Misbrauchs

Wenn du, eine liebe Person oder irgendjemanden, den du kennst eine Misshandlung von Seiten der Psychiatrie erlitten hast, dann nehme Kontakt zum Bürgerkomitee für Menschenrechte auf. Wir aktivieren ihn.
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte della psichiatria, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti umani. Ci attiveremo

domenica 22 settembre 2013

Psychopharmaka sind gefährliche Substanzen

Unsere Informationskampagne füllt eine Lücke und richtet sich an die Schulen und an die Eltern Südtirols

Die Arzneimittel, die bei ADHS (Ritalin, Concerta, u.s.w.) eingesetzt werden, sind dem Amphetamin ähnlich, sei es als chemische Struktur, sei es in der Wirkung, die sie im Körper haben. Die US-Anti-Drogen-Agentur stuft den Wirkstoff von Ritalin und Concerta als Klasse II der Betäubungsmittel in die gleiche Kategorie wie Morphium, Opium und Kokain. Selbstmord ist die schwerste Komplikation des Entzugs von Ritalin und ähnlicher Medikamente, die Amphetamin enthalten. Ritalin kann zur Sucht werden und es wurden Verhalten von Psychose, gewalttätiges Verhalten und bizarren Angewohnheiten beobachtet.
Die Plakatierungs-Kampagne gegen die Psychopharmaka an Kindern, die durch das Bürgerkomitee für Menschenrechte (CCDU) organisiert wurde, möchte die Menschen darüber informieren, dass die Nebenwirkungen dieser Medikamente – denn leider haben wir mehrere Berichte erhalten, dass diese Kontraindikationen von den lokalen Kinderpsychiater verschwiegen oder minimiert werden, und einige der jüngsten öffentlichen Äußerungen von Dr. Conca selbst sind sehr beunruhigend. Die Menschen und natürlich vor allem die Eltern müssen die Gefahren dieser Substanzen kennen.
Unsere Anklage geht nicht nur an die Neuropsychiatrie für Kinder und Jugendliche von Meran, sondern auch an die Schulen und die Politik, die diese massive Medikamentisierung und Psychiatrisierung der didaktischen Probleme zugelassen haben. Viele didaktische Schwierigkeiten könnten in der Schule und von der Schule gelöst werden, aber sie werden an die Sanitätseinheit abgewälzt. Die Schulen sind keine psychiatrischen Kliniken, denn die Kinder sollten anstelle dessen zur Schule gehen, um zu lernen.

Bürgerkomitee für Menschenrechte (CCDU) Onlus
www.ccdu.org

La nostra campagna colma una lacuna informativa e si rivolge alla scuola e ai genitori
Bolzano. I farmaci utilizzati per l’ADHD (Ritalin, Concerta, ecc.) sono simili all'anfetamina sia come struttura chimica, sia per gli effetti che hanno sul corpo, e l’ente antidroga statunitense classifica il principio attivo di Ritalin e Concerta, come narcotico di classe II, nella stessa categoria di morfina, oppio e cocaina. Il suicidio è la maggiore complicazione dell'astinenza da Ritalin e da farmaci simili contenenti anfetamina. Il Ritalin potrebbe causare dipendenza e sono stati osservati episodi di psicosi, comportamenti violenti e bizzarri manierismi.
La campagna di manifesti contro la somministrazione di psicofarmaci ai bambini organizzata dal comitato dei cittadini per i diritti umani vuole informare la gente degli effetti collaterali di questi farmaci, perché purtroppo abbiamo ricevuto varie segnalazioni che queste controindicazioni siano taciute o minimizzate dai neuropsichiatri infantili locali, e alcune recenti dichiarazioni pubbliche del dr. Conca stesso sono molto preoccupanti. La gente ma naturalmente soprattutto i genitori devono conoscere i pericoli di queste sostanze.
La nostra accusa non è rivolta solo alla neuropsichiatria infantile di Merano ma alla scuola e alla politica che hanno permesso la massiccia medicalizzazione e psichiatrizzazione dei problemi didattici. Molte difficoltà didattiche potrebbero essere risolte nella scuola e dalla scuola, ma vengono scaricate sull’azienda sanitaria. Le scuole non sono cliniche psichiatriche e i bambini dovrebbero andare a scuola per imparare.

Comitato di Cittadini per i Diritti Umani Onlus
www.ccdu.org


MERANO: CAMPAGNA NO PSICOFARMACI AI BAMBINI



Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha avviato una campagna per
informare i cittadini di Merano sui pericoli degli psicofarmaci ai bambini
Merano. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha iniziato una campagna con affissione di manifesti e distribuzione di volantini per informare la popolazione di Merano sui pericoli degli psicofarmaci ai bambini e sul preoccupante trend adottato dalla neuropsichiatria infantile di Merano che ha portato a un aumento esponenziale dei consumi di psicofarmaci, tanto che l’onorevole Gabriella Giammanco ha recentemente presentato un’interrogazione alla Camera dei Deputati.
Finalmente l’Assessore Richard Theiner ci ha fornito i dati sul consumo di psicofarmaci a Merano e in Alto Adige. Per cominciare rileviamo un aumento allarmante del consumo da 162 minori nel 2010 a 182 nel 2012. Inoltre, sebbene l’Assessore tenti di rassicurarci dicendo che Merano serve anche le aree circostanti e non solo il Comune, le percentuali di Merano sono realmente inquietanti, basti pensare che nel 2012 a Merano 66 bambini erano soggetti a trattamenti con pericolose sostanze psicoattive mentre nel distretto di Bolzano che è molto più esteso i bambini erano 63. Secondo un calcolo approssimativo le percentuali di Merano sono almeno 8 volte superiori a Bolzano e sono, a nostro avviso, il risultato della politica sanitaria del distretto di Merano che abbiamo già avuto modo di criticare.
Infatti, gli stessi dirigenti del distretto sanitario di Merano hanno confermato di utilizzare dei protocolli sanitari che a loro avviso sono “migliori”, ma che in realtà favoriscono il consumo di psicofarmaci sui bambini. Lo stesso dottor Conca ha ammesso in un’intervista che le cifre di Merano sono “in linea con le statistiche internazionali”. Le statistiche internazionali sono disastrose! Sono il frutto di un’intensa campagna di marketing delle case farmaceutiche che a Merano sembra aver attecchito. Proprio dall’esperienza internazionale abbiamo capito che per avere dei consumi così elevati è necessaria un’intensa medicalizzazione della scuola da un lato e la minimizzazione degli effetti collaterali degli psicofarmaci dall’altro. Crediamo che a Merano siano state create proprio le condizioni che affliggono il resto del mondo civilizzato, ed è ora che la politica prenda in mano la situazione per fermare questa deriva che non riguarda affatto la salute dei bambini. Ci auguriamo che l’Assessore esplori anche la possibilità di eventuali collusioni finanziarie con le case farmaceutiche.
“Vogliamo informare la popolazione sui pericoli di queste sostanze. Il dottor Conca ha affermato di « avere la sensazione che la nostra società non sia preparata al fatto che gli psicofarmaci sono solo dei farmaci» e che «se la loro somministrazione avviene secondo scienza e coscienza non c'è nulla di cui preoccuparsi». In realtà si tratta di sostanze psicoattive che hanno degli effetti mentali pesanti anche sulle persone adulte: figuriamoci sui bambini,” ha affermato il Vicepresidente del CCDU Silvio De Fanti. “I farmaci utilizzati per l’ADHD (Ritalin, Concerta) sono simili all'anfetamina sia come struttura chimica, sia per gli effetti che hanno sul corpo, e l’ente antidroga statunitense classifica il principio attivo di Ritalin e Concerta, come narcotico di classe II, nella stessa categoria di morfina, oppio e cocaina. Il suicidio è la maggiore complicazione dell'astinenza dal Ritalin e da farmaci simili contenenti anfetamina, e il Ritalin potrebbe causare dipendenza e sono stati osservati episodi di psicosi, comportamenti violenti e bizzarri manierismi. È inquietante che il dottor Conca affermi che «sono solo dei farmaci», soprattutto se poi questa sua opinione si traduce in un numero spropositato di bambini che prendono psicofarmaci.”

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus


Risposta all’interrogazione 3548/2013 di Pius Leitner Freiheitlichen - Merano: la città con più "bambini psichiatrizzati"
Tabella dei consumi di psicofarmaci sui bambini in Alto Adige
Anno 2010
Numero totale dei minori 162
Diviso per distretto sanitario
Bolzano: 56
Merano: 52
Bressanone: 33
Brunico: 21
Anno 2011
Numero totale dei minori 181
Diviso per distretto sanitario
Bolzano: 61
Merano: 63
Bressanone: 33
Brunico: 24
Anno 2012
Numero totale dei minori 182
Diviso per distretto sanitario
Bolzano: 62
Merano: 66
Bressanone: 30
Brunico: 24

venerdì 28 giugno 2013

Meran, die Stadt der Rekorde: Meran hat die höchste Anzahl von psychiatrisierten Kindern



Anfrage des Landtagsabgeordneten Pius Leitner betreffend die Erhöhung des Psychopharmakaverbrauchs bei Meraner Kindern und die Situation in Südtirol

Bozen. Der Landtagsabgeordnete Pius Leitner (Die Freiheitlichen) hat eine Anfrage an die Landesregierung in Bezug auf die zahlreichen italienischen Nachrichten gemacht, die Meran als “Die Stadt mit den meisten psychiatrisierten Kindern” bezeichnet.

In einem Artikel wurde folgendes behauptet: «La città con il più alto numero di bambini psichiatrizzati e soggetti a trattamenti con psicofarmaci d’Italia è Merano. Basta pensare che in questo Comune di soli 38 mila abitanti, il consumo di anfetamine e simili nei minori è 13 volte superiore che nella vicina Provincia di Trento. E ben 4 volte più alto della media nazionale. Si tratta di un esempio di applicazione delle teorie psichiatriche relative al cosiddetto disturbo da deficit di attenzione e iperattività, recentemente promosse a Milano, nel 4° convegno mondiale dal titolo: “Il disturbo ADHD dall’infanzia all’età adulta”.»

Diese Feststellungen werden in der  Anfrage begründet:

«…Aus einer Erklärung der leitenden Ärztin der Abteilung Neuropsychiatrie für Kinder in Meran, Frau Dr. Donatella Arcangeli, geht hervor, dass es in Meran im Jahre 2010 immerhin 160 “psychiatrisierte” Kinder gab und 40 Kinder, die mit starken Psychopharmaka behandelt wurden. Demnach war in dieser Gemeinde der Konsum von Psychopharmaka für Kinder 13 Mal höher als in der Nachbarprovinz Trient (wo es laut Antworten von Landesrat für Gesundheit und Sozialpolitik, Dr. Ugo Rossi, auf die Anfragen Nr. 4020 und Nr. 4021, im Jahr 2010 63 Kinder gab, die Psychopharmaka einnahmen) Die Provinz Trient zählt rund 500.000 Einwohner und hat ein Gesetz, welches die Kinder vor dem Missbrauch von Psychopharmaka schützt. Die Zahlen bezüglich des Konsums von Psychopharmaka sind zudem im Meran 4 bis 8 Mal höher als im staatlichen Durchschnitt (laut eines Dokumentes der Vizepräsidenten des Europäischen Parlaments, Frau Roberta Angelilli). Es sei daran erinnert, dass das in der Provinz Trient genehmigte Gesetz auch in Südtirol vorgeschlagen wurde, dann aber nicht vorangetrieben wurde. »

In der Fortsetzung der Anfrage wird auf das Fehlen genauer Daten für dieses Phänomen hingewiesen:

«Was Südtirol anbelangt, so kennen wir keine genauen Daten, was die Anzahl der mit starken Psychopharmaka behandelten Kinder anbelangt. Auf zwei diesbezüglichen Anfragen der Freiheitlichen Landtagsfraktion konnte der für Gesundheit und Soziales zuständige Landesrat Richard Theiner keine Angaben machen. Dies verwundert deshalb, weil eine Vereinigung die Zahlen scheinbar sehr wohl herausgefunden hat. Es geht jedenfalls nicht an, dass diese Informationen dem Assessorat und der Öffentlichkeit vorenthalten werden.»

Schlussendlich möchte der Landtagsabgeordnete Pius Leitner wissen:
«Wie viele Kinder bzw. Minderjährige werden in Südtirol mit Psychopharmaka behandelt, aufgeteilt auf die verschiedenen Altersstufen und auf die vier Sanitätsbezirke bezogen auf die Jahre 2010, 2011 und 2012? Welches sind die Protokolle und Maßnahmen, die zur Erfassung der astronomischen Zahlen bezüglich des Konsums von Psychopharmaka in Meran geführt haben? Wie bewertet die Landesregierung diesen Sachverhalt und was gedenkt sie in dieser Angelegenheit zu unternehmen?»

Silvio De Fanti
Vizepräsident des Bürgerkomitees für Menschenrechte Onlus

domenica 2 ottobre 2011

Salviamo la famiglia

Mercoledì 5 ottobre 2011 alle ore 13, Roma, piazza Montecitorio, si terrà una manifestazione nazionale per unire mamme e papà, nonne e nonni, associazioni, movimenti e cittadini per sostenere e proteggere la famiglia. Nella storia dell’umanità la famiglia e la genitorialità hanno sempre avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Negli ultimi decenni si è assistito a uno svilimento dell’autonomia e del ruolo fondamentale della famiglia e della genitorialità. Si assiste al dramma di centinaia di migliaia di bambini, mamme, papà, nonne e nonni, separati di fatto dai loro affetti più cari con gravissime conseguenze, anche estreme.

Le principali cause di tale degrado sono:

  • Incompetenza dei servizi sociali, sia al punto di vista della formazione che della funzione.
  • Perizie psichiatriche di natura soggettiva che vanno a discapito della verità oggettiva.
  • Un tribunale dei minorenni istituito nel periodo fascista che non rispetta di fatto i principi costituzionali del giusto processo e del contraddittorio.
  • Secondo alcune stime in Italia ci sono:
  • 950.000 genitori separati che possono vedere i figli poche ore a settimana
  • 150.000 mamme o papà che hanno perso ogni contatto con i figli che sono, di fatto, orfani di un genitore vivo
  • Circa 25.000 minori tolti ai genitori e collocati in casa famiglia, spesso per “inidoneità genitoriale” sulla base di perizie psichiatriche soggettive, orfani di genitori in vita
  • 100 omicidi/suicidi ogni anno causati dalla conflittualità esasperata
  • Il sistema attuale è incapace di ascoltare e gestire la naturale conflittualità e problematiche della famiglia moderna. Ma in un paese normale, chi si occupa di famiglie, ha il dovere di ascoltare le istanze della società civile che è fondata sui legami familiari.

Prima ancora dei diritti civili vengono i diritti umani e naturali di godere dell’affetto e della possibilità di comunicare, abbracciare e baciare i propri cari. Questo diritto naturale e fondamentale di ogni bambino viene negato.
Con questa manifestazione nazionale desideriamo manifestare il nostro disagio di mamme, papà, parenti e comuni cittadini.

Desideriamo unire tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti e i semplici cittadini per sostenere e proteggere la famiglia, aldilà delle contrapposizioni ideologiche e di genere. Vogliamo che la nostra voce venga ascoltata e richiamare la politica e la società verso lo scopo comune di salvare la famiglia.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani parteciperà assieme a tutte le mamme, papà, nonne, nonni e cittadini che desiderano cambiare il sistema minorile. Per informazioni visitare il sito della manifestazione www.salviamolafamiglia.it.

mercoledì 28 settembre 2011

Aumentano le possibilità di emendare il controverso DDL sulla dislessia


Trento. Stamattina a palazzo Thun il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha presentato le sue perplessità in merito al recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Secondo il nostro comitato, questo DDL, così com’è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Sebbene sia vero che la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento non prevedano cure farmacologiche, la somministrazione di questi test innesca un meccanismo di medicalizzazione che alla fine può portare alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini.


Un meccanismo che è palese nel vicino Alto Adige dove le pratiche proposte dal disegno di legge sulla dislessia sono in vigore da anni e hanno aumentato enormemente il numero di bambini che assumono psicofarmaci. Oltre a denunciare il problema, il comitato ha presentato anche alcune proposte di emendamento per evitare i pericoli prospettati.

Nel corso della conferenza stampa un papà ha raccontato la sua storia innescata proprio dai test nella scuola che hanno avviato un meccanismo kafkiano in cui ha persino rischiato di perdere i figli per essersi rifiutato di aderire acriticamente ai percorsi “consigliati” dalla scuola. Sono state presentate anche altre storie simili.


Il consigliere comunale Gabriella Maffioletti, che da anni si occupa del problema dei minori sottratti ingiustamente alle famiglie sulla base di perizie psichiatriche soggettive, ha spiegato i motivi della sua interrogazione alla giunta comunale in merito alle connessioni tra scuola, servizi sociali e sanità. Lo scopo è quello di individuare possibili anomalie e conoscere la situazione attuale in modo da poter verificare nel prossimo futuro che il nuovo disegno di legge non generi gli stessi scenari verificatisi in Provincia di Bolzano.


Anche altre forze politiche si stanno attivando. Il Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Odorizzi, ci ha incontrati recentemente e ci ha rassicurati che si adopererà per presentare le nostre perplessità e proposte ai consiglieri provinciali. Il consigliere provinciale Bruno Firmani (IdV) presenterà degli emendamenti alla legge e il consigliere Mario Casna (Lega Nord), che aveva già espresso parere sfavorevole in commissione, sta esaminando il DDL per presentare delle modifiche in sede di consiglio.


Ci auguriamo che il consiglio provinciale dimostri la sensibilità che ha avuto nel maggio del 2008 quando ha approvato la legge n. 4/2008 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” sostenuta da oltre 4000 firme. Questo DDL sulla dislessia non andrebbe solo contro la volontà popolare ma anche contro il consiglio provinciale stesso, annullando di fatto l’articolo più importante di quella legge che vietava i test psicologici nelle scuole.

lunedì 12 settembre 2011

Emendare il DDL sulla dislessia per proteggere i minori e le famiglie

Il DDL sulla dislessia va contro la volontà popolare manifestata con oltre 4000 firme e recepita nel 2008 da una legge provinciale

Trento. Oggi, martedì 13 settembre, si riunirà la quarta commissione nella sala Lenzi di Palazzo Trentini per discutere del recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Questo DDL, così come è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Non è necessario andare molto lontano per vederne gli effetti deleteri. Dobbiamo solamente guardare a quello che succede in Alto Adige. Nella nostra vicina provincia, di fatto, questo disegno di legge sulla dislessia è in vigore da parecchi anni. Si fanno regolarmente i test sui DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), molti bambini vengono seguiti dal logopedista, i bambini etichettati con un DSA vengono segnalati sui registri scolastici al fine di introdurre criteri di valutazione differenti, ecc. Un esempio di effettiva applicazione dei principi sostenuti dal disegno di legge in discussione in Trentino sulla dislessia. Quali sono i risultati?
Prendiamo ad esempio il comune di Merano con una popolazione di 38.229 abitanti. Secondo le informazioni fornite dalla Dr.ssa Donatella Arcangeli del centro di neuropsichiatria infantile di Merano, in questo comune i bambini seguiti dal centro sono ben 160 e 40 di questi sono soggetti a trattamento con psicofarmaci. Il Trentino ha una popolazione di 529.457 abitanti. Possiamo quindi stimare che, senza gli opportuni correttivi, dopo circa dieci anni di applicazione del presente disegno di legge ci saranno circa 2.230 bambini seguiti dai centri di neuropsichiatria infantile con circa 550 bambini trattati con psicofarmaci.
In questo disegno di legge è insita purtroppo anche un’altra insidia che lo renderebbe fortemente illiberale. Prendiamo sempre ad esempio la Provincia di Bolzano dove i principi ispiratori di questa legge sono ben consolidati. In una risposta a un’interrogazione provinciale (Anfrage187-9), l’assessore alle politiche sociali di Bolzano Richard Theiner ha scritto: «...Nel caso in cui i genitori non facciano niente e si vede che il bambino preso in considerazione si trova ancora in una situazione di rischio, per quanto riguarda la sua crescita e le sue capacità nella vita sociale della classe e/o nelle sue capacità di apprendimento, la scuola deve farne rapporto ai servizi sociali, in modo che questi, in qualità di rappresentanti dell’obbligo di assistenza statale, visitino la famiglia e intraprendano le misure necessarie per assicurare il benessere del bambino...». In altre parole secondo Theiner la scuola avrebbe il diritto di decidere se il genitore si sta comportando bene in merito al percorso educativo di suo figlio e dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali al fine di intervenire coercitivamente. Non è certo necessario dilungarsi ulteriormente sulle problematiche emerse recentemente sull’operato dei servizi sociali in merito all’allontanamento dei minori dalle famiglie.
Il pericolo di medicalizzazione della scuola è concreto e reale e coinvolge già la nostra stessa provincia come si evince da questi avvenimenti:
– In una scuola di Rovereto i bambini sono stati sottoposti ai test AC-MT 6-11 e PRCR-2 (discalculia e dislessia) e in seguito sono stati indirizzati al reparto di neuropsichiatria infantile.
– Una signora di Civezzano si è rivolta alla nostra associazione perché la maestra aveva “richiesto” (imposto) una visita in neuropsichiatria infantile per il suo bambino.
– In una scuola di Rovereto i bambini sono stati addirittura sottoposti a un test “sull’idea della bugia” fatto da una laureanda in psicologia con il beneplacito della scuola.
Questo disegno di legge sulla dislessia che "assicura l'individuazione precoce dei fattori di rischio e favorisce la diagnosi tempestiva” e che in pratica introduce i test psicologici nelle scuole trentine, rischia di avvallare la medicalizzazione della scuola.
Ricordiamo che il 6 maggio 2008 la provincia Autonoma di Trento ha approvato la legge n. 4 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” in risposta alle richieste dei cittadini che hanno firmato oltre 4000 petizioni contro la medicalizzazione della scuola e che sono state consegnate al presidente del consiglio provinciale nell'aprile del 2008. La legge, che vietava i test psicologici nelle scuole trentine di ogni ordine e grado, era stata approvata all’unanimità dal consiglio provinciale come legge “preventiva” volta a impedire gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Questo disegno di legge sulla dislessia, senza delle appropriate rettifiche, rischia di tradire la volontà popolare e la volontà del consiglio provinciale stesso.
Riteniamo sia corretto aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento e concordiamo con lo spirito della legge volto ad assistere i nostri figli. Ma è assolutamente necessario apportare degli opportuni correttivi per impedire gli scenari descritti sopra. Il consenso informato scritto alla somministrazione dei test, la possibilità di contestare o accertare la presunta diagnosi e il richiamo alle norme sulla privacy potrebbero impedire che i genitori vengano espropriati del loro diritto/dovere di attendere all’educazione dei propri figli e consentirebbe di impedire le derive insite in questo DDL.
Non comprendiamo il motivo per cui il nostro Comitato non sia stato informato di questo disegno di legge e non sia stato chiamato dalla Quarta Commissione presieduta dal consigliere Mattia Civico, dato che abbiamo raccolto oltre 4000 firme sul tema dei test nelle scuole. Speriamo che il consiglio provinciale abbia la sensibilità di accogliere le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini come ha saputo fare nel maggio del 2008.