Misbrauchs

Wenn du, eine liebe Person oder irgendjemanden, den du kennst eine Misshandlung von Seiten der Psychiatrie erlitten hast, dann nehme Kontakt zum Bürgerkomitee für Menschenrechte auf. Wir aktivieren ihn.
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte della psichiatria, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti umani. Ci attiveremo

lunedì 19 maggio 2008

Perché diciamo no alla contenzione

La contenzione fisica è realizzata attraverso dispositivi meccanici che limitano i movimenti di tutto o parte del corpo del paziente. In altre parole, si lega qualcuno al letto o lo si immobilizza.

Le “procedure” di contenzione sono forse la prova più lampante delle pratiche barbariche che alcuni psichiatri preferiscono chiamare terapia o trattamento. Tale brutalità non è attenuata, come l’umana compassione suggerirebbe di fare, neanche nei confronti dei giovani. Jan Eastgate, Presidente CCDU Internazionale.

Il diritto alla libertà del proprio corpo è senza alcun dubbio il più elementare dei diritti di libertà solennemente garantiti dalla Costituzione italiana che, come noto, all'art. 13 sancisce l'inviolabilità della libertà personale. Eppure basta una semplice malattia, una perturbazione della mente o, più semplicemente, la vecchiaia, perché questo fondamentale diritto venga messo in discussione.

Chiunque abusa di mezzi di contenzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, cura o vigilanza, ovvero per l’esercizio di una professione, è punibile, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente (…) (art. 571 Codice penale)

Promuovere le buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione. La letteratura sull’argomento dimostra che la contenzione farmacologica e fisica coincide sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determina una rapida perdita di abilità e alienazione.

La contenzione è talmente radicata nella prassi assistenziale che molti studi a livello internazionale evidenziano che già la sola riduzione della contenzione migliora la qualità dell’assistenza.

Quella della contenzione è una pratica che comporta numerosi danni potenziali correlati sia ad una errata valutazione che ad un utilizzo scorretto e/o prolungato dei mezzi fisici. Che cosa penseresti se qualcuno ti legasse a un letto per ore senza la possibilità di muoverti, andare al bagno, grattarti? Non pensi che sia una violazione dei diritti umani?

Attualmente si vuole redigere un protocollo per regolamentare la contenzione. In questo modo i professionisti cercano di tutelarsi da qualsiasi tipo di ritorsione legale da parte delle vittime di tale “trattamento”. Di conseguenza, qualsiasi paziente potrà essere “contenuto” senza possibilità di difendersi o essere tutelato.

Nel Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint: la pratica del non legare mai il paziente al letto e di lavorare con le porte aperte. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Perché si vuole introdurre una regolamentazione oscurantista invece di promuovere un sistema rispettoso della dignità umana che si è dimostrato estremamente funzionale?