Contro gli abusi di psicofarmaci e la falsa etichettatura come “malati mentali” dei bambini dell’Alto Adige. Fatti
Recentemente alcuni neuropsichiatri infantili hanno tenuto una serie di conferenze (http://www.alessandroiavicoli.it/blog/2008/05/21/) sul tema dell’ADHD nelle principali scuole di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Silandro.
In una di queste conferenze, il neuropsichiatra ha affermato che il Ritalin non è una droga, che non crea dipendenza, che gli psicofarmaci creano danni ma il Ritalin è tutta un’altra cosa. Questo è molto grave. Uno dei maggiori esperti del settore, che dovrebbe informare i genitori sui reali rischi dell’uso di tali sostanze, ne minimizza pubblicamente i pericoli.
Inoltre ha dichiarato:
- Non abbiamo nessun esame organico, che dica chiaramente se questo disturbo è o non è mancanza di attenzione.
- La guarigione per questi disturbi non la può offrire nessuno. Né lo psicologo, né il neurologo, né l´ergoterapeuta e neanche lo psichiatra.
(Capisco che sembri incredibile, ma abbiamo la registrazione di queste affermazioni.)
In Alto Adige ci sono già quattro centri di riferimento (http://www.iss.it/adhd/regi/cont.php?id=222&lang=1&tipo=2®i=17#alle) che si occupano di ADHD.
Uno studio (http://www.pedagogiaspeciale.it/doc/PS_ricerca2.pdf) sui nostri bambini è iniziato nel 2005 e dovrebbe concludersi nel 2008.
Sono usciti vari articoli che promuovono l’ADHD ma non parlano degli psicofarmaci e degli effetti collaterali. Basti pensare al recente e scandaloso speciale durato più di un’ora su RAI 3 regionale. Nel servizio si dichiara senza ritegno che gli psicofarmaci sono la prima terapia per i bambini con problemi.
In provincia c’è un gruppo di lavoro (http://www.consiglio-bz.org/press-landtag/lndtg_news_i.asp?art=222415&HLM=1) sull’ADHD.
Le prescrizioni di psicofarmaci ai bambini in Trentino Alto Adige (http://www.giulemanidaibambini.org/eventi/e27/cifrecartella.pdf) sono impressionanti con 1900 bambini in “trattamento”, una delle percentuali più alte d’Italia.
Cosa sta succedendo?
In Italia, si stima che l’attuale numero di scolari sottoposti a test per determinare l’ADHD è nell’ordine delle migliaia. Queste sono cifre allarmanti e con più dei due terzi che ora ricadono sotto questa diagnosi sarebbe saggio dare uno sguardo alle conseguenze. Qual é la situazione in altri paesi in cui questo progetto è andato oltre la fase del test?Usando il modello americano della diagnosi di ADHD negli ultimi venticinque anni si può intravedere l’entità della tragedia che potremmo dover affrontare nel nostro paese.
Nel 1975, 150.000 bambini americani furono drogati per “curare” un disturbo allora scarsamente noto, classificato semplicemente come “iperattività”. Nel 1997, il numero di bambini a cui era stato diagnosticato questo disturbo era salito a 4,4 milioni e le stime attuali si aggirano intorno ai sei milioni!
Come molti genitori hanno constatato sulla loro pelle la cosa peggiore da fare è ignorare il loro proprio istinto ed affidarsi alla propaganda psichiatrica. Oltre al rischio di trasformare il proprio figlio in un tossicodipendente per la vita, esistono anche pericoli fisici.
A sette anni, Matthew Smith; uno scolaro americano, ricevette dalla sua scuola una diagnosi di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Ai genitori fu detto che il bambino
doveva prendere una sostanza stimolante che l’avrebbe aiutato a concentrarsi. Inizialmente i genitori di Matthew erano riluttanti, ma si sentirono dire che se si fossero rifiutati avrebbero rischiato una denuncia per negligenza nei confronti delle esigenze emotive ed educative del figlio. “Io e mia moglie eravamo molto spaventati dalla possibilità di perdere i nostri bambini rifiutando le disposizioni della scuola”, ha detto Lawrence Smith, padre di Matthew. Quando fu detto loro che quella “medicina” non era pericolosa e che poteva soltanto essere utile, i genitori di Matthew cedettero alle pressioni. Il 21 marzo 2000, mentre giocava con uno skateboard, Matthew morì per una crisi cardiaca. Il medico legale stabilì che il cuore di Matthew mostrava chiari segni di lesioni al microcircolo arterioso coronarico causate da sostanze stimolanti come le amfetamine, e concluse che il decesso era dovuto all’uso prolungato dello psicofarmaco che gli era stato prescritto.
Sei milioni di bambini in una sola nazione! Bambini come Matthew, che peraltro non avrebbe mai volontariamente assunto psicofarmaci e che oggi sarebbe ancora vivo se non fosse stato per la coercizione psichiatrica, ha detto il Dottor Roberto Cestari, Presidente della sezione italiana del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo.
Nel 2001, gli autori di uno studio hanno concluso che “Il colpo apoplettico è una complicanza ben documentata dell’abuso di amfetamina... Il metilfenidato è chimicamente e farmacologicamente un’amfetamina...”
Anche fuori dagli Stati Uniti, il numero di bambini a cui è stato diagnosticata l’ADHD, definita anche “disturbo ipercinetico” in Europa o DAMP (Deficits in Attention Motor Control and Perception) in Svezia, è salito alle stelle negli ultimi dieci anni.
Sebbene una pubblicità martellante sostenga il contrario, la prescrizione ai bambini di farmaci simili alla cocaina non ha assolutamente niente di scientifico. “La maggior parte dei dati disponibili sono molto distorti e questi farmaci sono al centro di aspre polemiche”, ha dichiarato il Dott. Cestari.
Nel 2001, le autorità sanitarie della Svezia hanno rifiutato di riconoscere il DAMP come “disturbo biologico”.

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A FAVORE DEI BAMBINI !!!
In data 23/4/2008 la provincia di Trento ha preso sul serio il problema ed ha riconosciuto la gravità della somministrazione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti ed ha imposto l’obbligo di informare correttamente i pazienti di tali rischi.
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