Misbrauchs

Wenn du, eine liebe Person oder irgendjemanden, den du kennst eine Misshandlung von Seiten der Psychiatrie erlitten hast, dann nehme Kontakt zum Bürgerkomitee für Menschenrechte auf. Wir aktivieren ihn.
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte della psichiatria, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti umani. Ci attiveremo

martedì 8 luglio 2008

I bambini sono il nostro futuro

Raccolta di firme e campagna di informazione per proteggere i bambini.
Contro gli abusi di psicofarmaci e la falsa etichettatura come “malati mentali” dei bambini dell’Alto Adige.

Fatti
Recentemente alcuni neuropsichiatri infantili hanno tenuto una serie di conferenze (http://www.alessandroiavicoli.it/blog/2008/05/21/) sul tema dell’ADHD nelle principali scuole di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico e Silandro.

In una di queste conferenze, il neuropsichiatra ha affermato che il Ritalin non è una droga, che non crea dipendenza, che gli psicofarmaci creano danni ma il Ritalin è tutta un’altra cosa. Questo è molto grave. Uno dei maggiori esperti del settore, che dovrebbe informare i genitori sui reali rischi dell’uso di tali sostanze, ne minimizza pubblicamente i pericoli.
Inoltre ha dichiarato:

  • Non abbiamo nessun esame organico, che dica chiaramente se questo disturbo è o non è mancanza di attenzione.
  • La guarigione per questi disturbi non la può offrire nessuno. Né lo psicologo, né il neurologo, né l´ergoterapeuta e neanche lo psichiatra.

(Capisco che sembri incredibile, ma abbiamo la registrazione di queste affermazioni.)

In Alto Adige ci sono già quattro centri di riferimento (http://www.iss.it/adhd/regi/cont.php?id=222&lang=1&tipo=2&regi=17#alle) che si occupano di ADHD.

Uno studio (http://www.pedagogiaspeciale.it/doc/PS_ricerca2.pdf) sui nostri bambini è iniziato nel 2005 e dovrebbe concludersi nel 2008.

Sono usciti vari articoli che promuovono l’ADHD ma non parlano degli psicofarmaci e degli effetti collaterali. Basti pensare al recente e scandaloso speciale durato più di un’ora su RAI 3 regionale. Nel servizio si dichiara senza ritegno che gli psicofarmaci sono la prima terapia per i bambini con problemi.

In provincia c’è un gruppo di lavoro (http://www.consiglio-bz.org/press-landtag/lndtg_news_i.asp?art=222415&HLM=1) sull’ADHD.

Le prescrizioni di psicofarmaci ai bambini in Trentino Alto Adige (http://www.giulemanidaibambini.org/eventi/e27/cifrecartella.pdf) sono impressionanti con 1900 bambini in “trattamento”, una delle percentuali più alte d’Italia.



Cosa sta succedendo?

In Italia, si stima che l’attuale numero di scolari sottoposti a test per determinare l’ADHD è nell’ordine delle migliaia. Queste sono cifre allarmanti e con più dei due terzi che ora ricadono sotto questa diagnosi sarebbe saggio dare uno sguardo alle conseguenze. Qual é la situazione in altri paesi in cui questo progetto è andato oltre la fase del test?

Usando il modello americano della diagnosi di ADHD negli ultimi venticinque anni si può intravedere l’entità della tragedia che potremmo dover affrontare nel nostro paese.
Nel 1975, 150.000 bambini americani furono drogati per “curare” un disturbo allora scarsamente noto, classificato semplicemente come “iperattività”. Nel 1997, il numero di bambini a cui era stato diagnosticato questo disturbo era salito a 4,4 milioni e le stime attuali si aggirano intorno ai sei milioni!

Come molti genitori hanno constatato sulla loro pelle la cosa peggiore da fare è ignorare il loro proprio istinto ed affidarsi alla propaganda psichiatrica. Oltre al rischio di trasformare il proprio figlio in un tossicodipendente per la vita, esistono anche pericoli fisici.

A sette anni, Matthew Smith; uno scolaro americano, ricevette dalla sua scuola una diagnosi di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Ai genitori fu detto che il bambino doveva prendere una sostanza stimolante che l’avrebbe aiutato a concentrarsi. Inizialmente i genitori di Matthew erano riluttanti, ma si sentirono dire che se si fossero rifiutati avrebbero rischiato una denuncia per negligenza nei confronti delle esigenze emotive ed educative del figlio. “Io e mia moglie eravamo molto spaventati dalla possibilità di perdere i nostri bambini rifiutando le disposizioni della scuola”, ha detto Lawrence Smith, padre di Matthew. Quando fu detto loro che quella “medicina” non era pericolosa e che poteva soltanto essere utile, i genitori di Matthew cedettero alle pressioni. Il 21 marzo 2000, mentre giocava con uno skateboard, Matthew morì per una crisi cardiaca. Il medico legale stabilì che il cuore di Matthew mostrava chiari segni di lesioni al microcircolo arterioso coronarico causate da sostanze stimolanti come le amfetamine, e concluse che il decesso era dovuto all’uso prolungato dello psicofarmaco che gli era stato prescritto.

Sei milioni di bambini in una sola nazione! Bambini come Matthew, che peraltro non avrebbe mai volontariamente assunto psicofarmaci e che oggi sarebbe ancora vivo se non fosse stato per la coercizione psichiatrica, ha detto il Dottor Roberto Cestari, Presidente della sezione italiana del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo.

Nel 2001, gli autori di uno studio hanno concluso che “Il colpo apoplettico è una complicanza ben documentata dell’abuso di amfetamina... Il metilfenidato è chimicamente e farmacologicamente un’amfetamina...”

Anche fuori dagli Stati Uniti, il numero di bambini a cui è stato diagnosticata l’ADHD, definita anche “disturbo ipercinetico” in Europa o DAMP (Deficits in Attention Motor Control and Perception) in Svezia, è salito alle stelle negli ultimi dieci anni.

Sebbene una pubblicità martellante sostenga il contrario, la prescrizione ai bambini di farmaci simili alla cocaina non ha assolutamente niente di scientifico. “La maggior parte dei dati disponibili sono molto distorti e questi farmaci sono al centro di aspre polemiche”, ha dichiarato il Dott. Cestari.

LO SAPEVI CHE…?

Non esiste nessuna prova oggettiva che l’ADHD/DAMP sia un disturbo o una malattia vera e propria; esiste solo la valutazione soggettiva della psichiatria sui comportamenti da considerare aberranti. Le seguenti autorità hanno dichiarato quanto segue:

Nel 1998, un convegno dei massimi esperti mondiali di ADHD, organizzato dal National Institutes of Health (NIH), fu costretto a concludere che non esistono dati a conferma che l’ADHD è una disfunzione cerebrale. I membri del convegno ammisero: “Le nostre conoscenze sulla causa o le cause dell’ADHD rimangono per lo più speculative”, e in Europa ammissioni simili abbondano.

In quello stesso anno in Inghilterra il National Institute for Clinical Excellence ha riconosciuto che “le cause e la validità diagnostica dell’ADHD sono ancora controverse”.
Nel 2001, le autorità sanitarie della Svezia hanno rifiutato di riconoscere il DAMP come “disturbo biologico”.

Il dottor Lawrence Diller, docente della Università della California a San Francisco e autore di Running on Ritalin, riassume così la questione: “...la ricerca di un marcatore biologico (sostanza la cui presenza o il cui aumento nel sangue o in un altro tessuto costituisce sintomo specifico di una determinata malattia) è frustrata sul nascere dalle contraddizioni e dalle ambiguità del concetto di ADHD definito dal DSM... I tentativi di scoprire un marcatore biologico sono paragonabili... alla ricerca del sacro Graal”.

Dal 2004 negli USA, la FDA ha emanato una direttiva relativa a "black box" label warning indicando che molti antidepressivi possono incrementare il rischio di suicidio nei bambini e adolescenti. Il black-box warning è il più serio genere di avvertimento relativo alla prescrizione di farmaci (consiste in una etichetta con riquadro nero che avverte il consumatore dei rischi – lo stesso genere di etichette che oggi vediamo in Italia sui pacchetti di sigarette e che ne ricordano i rischi del consumo).

Oggi, a più di 17 milioni di bambini in tutto il mondo sono prescritti psicofarmaci. Diversi enti di controllo dei farmaci hanno emanato direttive per limitare l’uso di psicofarmaci sui minori, poiché possono provocare comportamenti violenti ed anche condurre al suicidio. Negli ultimi due anni in Gran Bretagna la prescrizione medica di psicofarmaci ai bambini è aumentata del 9200%, mentre in Germania è aumentata dell’800%.

In Italia, secondo uno studio dell'istituto Mario Negri, i minori sotto trattamento con psicofarmaci sono già oltre 30.000. Questo significa che 3 ogni mille risultano in terapia con psicofarmaci, in particolare con antidepressivi, da notare che le prescrizioni di antidepressivi ai minori italiani sono triplicate nel corso degli ultimi 5 anni.

Le “cure” per l’ADHD (psichiatri, esperi, psicologi, centri clinici, psicofarmaci, ecc.) saranno pagate con le nostre tasse. Oltre al danno la beffa.

FIRMA LA PETIZIONE

A FAVORE DEI BAMBINI !!!

In data 23/4/2008 la provincia di Trento ha preso sul serio il problema ed ha riconosciuto la gravità della somministrazione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti ed ha imposto l’obbligo di informare correttamente i pazienti di tali rischi.

Anche in Provincia di Bolzano è stato presentato il disegno di legge provinciale n. 118/07 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti" e siamo sicuri che anche la gente di Bolzano si attiverà per proteggere i propri bambini.

Perché i nostri figli abbiano un futuro, non vengano etichettati con “false malattie” e non vengano “curati” con potenti psicofarmaci, firma la nostra petizione.

La puoi trovare anche in Internet. Visita http://www.ccdubozen.org/ e clicca su FIRMA LA PETIZIONE A FAVORE DEI BAMBINI!!!


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Per un ulteriore approfondimento:







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