Misbrauchs

Wenn du, eine liebe Person oder irgendjemanden, den du kennst eine Misshandlung von Seiten der Psychiatrie erlitten hast, dann nehme Kontakt zum Bürgerkomitee für Menschenrechte auf. Wir aktivieren ihn.
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte della psichiatria, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti umani. Ci attiveremo

domenica 31 agosto 2008

Über 1.000 Unterschriften gegen Misshandlungen von Psychopharmaka an Kinder

Das Bürgerkomitee für die Menschenrechte hat über 1.000 Unterschriften gegen die wahllose Verabreichung von Psychopharmaka an Kinder gesammelt.

In Brixen beim Fallmerayer–Gymnasium wurde ein internationales, und interdisziplinäres Kongress und Seminar über soziale Pädiatrie abgehalten, in welchem der Professor Manfred Döpfner aus Köln eingeladen wurde: ein anerkannter Vertreter der biologischen Psychiatrie, welcher öffentlich die Notwendigkeit der Psychopharmaka an Kinder unterstützt hatte.

Und all dies ist von den entnommenen Geldern aus den Taschen der Bürger bezahlt worden.

In seinem Vortrag hatte der Professor sich versprochen und anstelle der Wörter: „sei es Schizophrenie“ scheiß … scheiße, Scheißophrenie, erst dann, sei es Schizophrenie gesagt. Weiters musste er das vollständige Fehlen von organischen Proben zugeben. Außerdem hatte er eine erschütternde Enthüllung gemacht: „es gibt keine präzisen Lösungen für die psychischen Probleme“.

Warum müssen wir das von uns mit Schweiß verdiente Geld verwenden, um einen Professor zu bezahlen, der unsere Kinder versucht zu drogieren?

Trotz der unfruchtbaren Proteste eines kleinen Funktionärs einer politischen Partei, welcher nichts von der Gesundheit unserer Kinder hält, und die Artikel von bestimmten zeilenschinderischen Zeitungen, welche die Bevölkerung bittet nicht unsere Petition zu unterschreiben, hatte sich die Bevölkerung ganz klar ausgedrückt: wir wollen nicht, dass unsere Kinder von der Pharmaindustrie und von der psychiatrischen Lobbi drogiert werden.

Die Bevölkerung von Südtirol hat sich ganz klar geäußert. Auf was warten die Politiker?

Più di 1000 firme contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini


Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha raccolto più di 1000 firme contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini.

A Bressanone presso il Fallmerayer-Gymnasium è stato organizzato un Congresso e Seminario Internazionale e Interdisciplinare di Pediatria Sociale a cui è stato invitato il Prof. Manfred Döpfner, di Colonia: un noto rappresentante della psichiatria biologica che ha sostenuto pubblicamente la necessità di terapie farmacologiche per i bambini.

Tutto questo è stato pagato con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini.

Nella sua conferenza il professore oltre a scambiare la parola schizo-frenia con “scheisse-frenia” (tedesco per sterco-frenia) ha dovuto ammettere la totale mancanza di prove organiche della presunta malattia chiamata ADHD. Inoltre ha fatto una sconvolgente rivelazione: ”Non ci sono soluzioni precise per i problemi psichici”.

Perché dobbiamo usare i soldi guadagnati con il sudore della nostra fronte per un professore che cerca di convincerci a drogare i nostri bambini?

Nonostante le sterili proteste di un piccolo funzionario di un partito politico che non tiene alla salute dei nostri bambini e gli articoli di certi giornali prezzolati che chiedono alla gente di non firmare la nostra petizione, la gente si è espressa chiaramente: non vogliamo che i nostri bambini vengano drogati dalle case farmaceutiche e dalle lobby psichiatriche!

La gente di Bolzano si è espressa nuovamente. Che cosa aspetta la politica?


mercoledì 27 agosto 2008

Unterschriftensammlung gegen Psychopharmaka an Kinder - Petizione contro la somministrazione di psicofarmaci ai bambini

Bozen, 24 August 2008

Die CCDU wird am Samstag den 30.August von 9.00 bis 19.00 in Bozen an der Talferbrücke anwesend sein, um eine große Unterschriftensammlungsaktion zu machen.


In Südtirol will die Psychiatrie eine neue „Kinderkrankheit" werben. ADHS Aufmerksamkeitsdefizit – Hyperaktivitätsstörung, was sie als „Krankheit" definieren, obwohl sie keine organischen Abänderungen feststellen können. Diese angebliche" Krankheit wird nur mittels einiger dummen Fragen diagnostiziert. Wie zum Beispiel: Bewegt das Kind oft die Hände, oder plappert es zu viel. Es gibt keine anderen Mittel, wo die Psychiatrie diese diagnostizieren kann.


Dadurch werden die „diagnostizierten" Kinder als Krank abgestempelt, und schlimmer noch, sie werden mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft, welche Rauschgifte b.z.w. Drogen sind, welche abhängig machen können. Einige dieser Pharmaka können Selbstmordgedanken verursachen, andere hingegen schwäre Herzkreislaufstörungen, welche sogar bis zum Tode führen können.


Die Bevölkerung von Südtirol möchte die Kinder gegen die psychiatrischen Lobby und der Pharmaindustrie schützen, aber die politische Schicht hat bis jetzt leider noch nichts gemacht.


Wenn Sie ein Herz für unsere Kinder haben, solange sie noch nicht als geisteskrank abgestempelt, und mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft worden sind, dann kommen Sie vorbei, um am Samstag, den 30.August von 8.00 bis 19.00 in Bozen an der Talferbrücke, um auch Ihre Unterschrift der Petition abzugeben. Ihr könnt helfen.



Il CCDU sarà presente sabato 30 agosto dalle 9.00 alle ore 19.00 a Bolzano presso il ponte Talvera per organizzare una grande raccolta di firme.

In Alto Adige la psichiatria sta promuovendo una nuova "malattia dei bambini": ADHD mancanza di attenzione e iperattivitá. Da loro definita "malattia", anche se non riescono a dimostrare nessuna alterazione organica. Questa "presunta" malattia viene diagnosticata solo con qualche sciocca domanda. Come per esempio: il bambino muove spesso le mani o chiacchiera troppo. Non esiste nessun altro mezzo con il quale si possa fare diagnosi.

Con questo i bambini "diagnosticati" vengono etichettati come malati mentali, o peggio, imbottiti di pericolosi psicofarmaci, che sono stupefacenti, droghe che possono dare dipendenza. Alcuni di questi farmaci possono indurre pensieri suicidi, altri creare gravi problemi cardiaci, che possono portarli fino alla morte.

La gente dell'Alto Adige vuole proteggere i bambini dalle lobby psichiatriche e dalle case farmaceutiche, ma la classe politica non si è ancora fatta sentire.

Se avete a cuore i nostri bambini, affinché non vengano etichettati come malati mentali e imbottiti con pericolosi psicofarmaci, allora venite al ponte Talvera a Bolzano sabato 30 agosto dalle 8.00 alle 19.00 per firmare la nostra petizione. Voi potete aiutare.

sabato 16 agosto 2008

Carmela, 13 anni, suicida sotto psicofarmaci

Da IlMessaggero.it

ROMA (13 agosto) - Sono passati sedici mesi da quando Carmela volò dal settimo piano di un palazzo nel popoloso quartiere Paolo VI di Taranto. Subito si parlò di suicidio. Ma il gesto della ragazzina, 13 anni appena, fu il tragico epilogo di un periodo di grande sofferenza cominciato alcuni mesi prima. Allontanatasi da casa a novembre del 2006, Carmela era stata trovata dopo quattro giorni dal padre, Alfonso Frassanito. Le visite in ospedale rivelarono che la bambina era stata drogata con anfetamine e violentata. Un punto di non ritorno per Carmela la cui vita, come dice Frassanito, «è stata breve e sfortunata».

Carmela. Aveva perso il papà quando aveva appena un anno, poi la mamma Luisa Maiello si era sposata con Alfonso, venditore al mercato, che a Carmelina aveva voluto sempre bene come fosse figlia sua. Luisa e Alfonso le avevano regalato anche due fratellini. E’ lui a ripercorrere gli ultimi mesi di vita di “sua figlia”. Dall’allontanamento da casa al volo dal settimo piano in cui lei se ne andò per sempre. «Carmela aveva denunciato i suoi aggressori, alcuni minorenni e un maggiorenne – dice – Contro la volontà mia e di sua madre, era subito partita la procedura per affidarla al centro “L’Aurora” di Lecce. Ci dissero di fidarci, che la bambina sarebbe stata in buone mani. Notammo dopo un po' di tempo che qualcosa non andava. Carmela in quel posto non ci voleva stare, avrebbe preferito stare a casa con noi, ma non era solo questo. I medici ci assicuravano che tutto era sotto controllo. Solo dopo avremmo scoperto che in realtà la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci. Che da quel posto era scappata due volte». Dopo circa tre mesi Carmela viene trasferita al centro “Il Sipario” di Gravina di Puglia: «Qui sembrava che le cose andassero meglio. I medici ci avevano però confermato, dopo l’arrivo delle cartelle di Carmela da Lecce, che la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci e che non si poteva smettere d’un colpo. Che avrebbero dovuto diminuire le dosi poco a poco. Nel fine settimana andavamo a prenderla e la portavamo a casa. Ero io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».

Poi, la domenica del 15 aprile 2007, Carmela disse che andava al bagno. E invece volò dal settimo piano di casa sua: «Si è sempre detto che è stato un suicidio – dice Frassanito – Il corpo in strada era lontano dal palazzo, il che non sarebbe accaduto se si fosse trattato di una caduta. Ma noi non escludiamo che possa anche essere cascata giù, era sempre così stordita dai farmaci che prendeva. E poi una delle sue scarpe fu ritrovata al quarto piano del palazzo. Il che fa pensare che il suo corpo possa aver urtato durante la caduta».

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mercoledì 6 agosto 2008

Die Psychiatrie und das Fixieren am Bett: Grausen und tägliche Misshandlungen

Alice Banfi

IST EGAL, ICH HAU SOWIESO AB

Roman von einer Verrückten


Vorwort von
Peppe Dell’Acqua



“Ist egal, ich hau sowieso ab – Roman von einer Verrückten“ ist die Geschichte von Alice, nicht im Wunderland, sondern im Graßen von den Abteilungen der Psychiatrien, wo sie zusammen mit den Zwangsjacken von starken Psychopharmaka die Personen für Stunden und für Tage ans Bett festbanden. Die Geschichte von Jahren drinnen und außerhalb von den Abteilungen, war ihr Kampf zum Abhauen und sich ihrer Individualität durchzusetzen.

Am Donnerstag den 9.Oktober organisiert das Bürgerkomitee für Menschenrechte um 10.30 im Kolpinghaus, in der Adolf-Kolpingstraße 3 von Bozen, eine Buchvorstellung von Alice Banfi um die Leute zu diesem Thema zu sensibilisieren. Es werden einige Fälle von Misshandlungen anwesend sein, welche schwäre Misshandlungen in den psychiatrischen Abteilungen der Provinz von Südtirol erlitten hatten.

Die Irrenanstalten sind vor dreißig Jahren abgeschafften worden, aber noch heute hinter den Türen der Psychiatrie die Personen, welche geistige Störungen haben, sind oft behandelt als ob sie nicht die gleichen Rechte hätten der anderen Einwohner. Sie werden ans Bett gebunden, oder in den Zimmern eingeschlossen und abisoliert, mit Methoden welche richtigerweise Skandal auslösen würden, wenn sie von kriminellen oder Terroristen verübt würden: wer es kapieren will kann das Buch von Alice lesen, eine einmalige Gelegenheit um die unsichtbare Welt zu verstehen, aber dramatisch real.

Es werden auch einige Fälle von Südtirolern vorgestellt, welche in den Krankenhäusern von Südtirol Misshandlungen erlitten haben, aber das darf nicht als ein Angriff auf die Psychiatrie in unserer Provinz gesehen werden. Diese Misshandlungen werden in unseren Spitälern überprüft, als auch im restlichen Italien, wenn die Bevölkerung und die Politiker aufhören zu überwachen. Das Ziel ist es die Leute zu informieren, um sie an den Misshandlungen der Menschenrechte zu sensibilisieren verübt von den Schäden der kleinsten Kategorie und damit sie die eigenen beliebten verteidigen können.

Das Fördern von guten Praktiken vom Sozialamt bedeutet vorzugsweise die Fixierung (also die Praktik die Personen an das Bett zu binden) in Diskussion zu bringen. Diese Letteratur zu diesem Thema zeigt dass die pharmakologische und physische Zwangsjacke fallen immer mit einer Erhöhung der Infektionen und Verletzungen vom Liegen zusammen, verursacht von einem schnellen Verlust von Fähigkeit und von Entfremdung.

Aber es gibt eine Hoffnung. Auch in Italien ist ein Klub der psychiatrischen Dienste geboren „no restraint“, welcher 15 Zentren hat, von Triest bis Aversa, von Novara bis Enna. Es sind Orte, wo die kranken angehört werden, wo sie Unterstützung und Verstehen bekommen, ohne Schlinge und ohne verschlossene Türen. Und auch im Krankenhaus von Meran wird diese Methode nicht Anbinden verwendet. Nach Jahren von Aktivität hat sich das ohne Schatten und ohne Zweifel gezeigt, dass man ein menschliches System realisieren kann, ohne das Anbinden zu gebrauchen. Man braucht nur diese Realität bekannt zu machen, um den Willen wachsen zu lassen, das ebenso zu machen.


Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani


"Tanto scappo lo stesso – Romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni. La storia di anni dentro e fuori i reparti, la sua lotta per scappare e affermare la sua individualità.

Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizza una conferenza per presentare il libro di Alice Banfi ed informare e sensibilizzare la gente su questi temi. Saranno presenti anche alcune persone Alto Atesine che hanno subito dei gravi abusi nei reparti psichiatrici della Provincia di Bolzano.

I manicomi sono stati aboliti trenta anni fa, ma ancora oggi dietro le porte dei servizi psichiatrici le persone che hanno un disturbo mentale sono spesso trattate come se non avessero gli stessi diritti degli altri cittadini. Vengono legate al letto o chiuse in camerini di isolamento, con metodi che farebbero giustamente scandalo persino se venissero attuati su pericolosi criminali o terroristi: chi vuole capire può leggere il libro di Alice, un'occasione unica di capire un mondo invisibile ma drammaticamente reali.

Presenteremo anche delle storie di abusi subiti negli ospedali dell’Alto Adige, ma non dovrà essere visto come un attacco contro la psichiatria della nostra provincia. Questi abusi si verificano nei nostri ospedali come nel resto d’Italia quando la gente e la politica smettono di vigilare. L’obiettivo sarà quello di informare i cittadini per sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni delle categorie più deboli e perché possano difendere i propri cari.

Promuovere buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione (cioè la pratica di legare le persone ai letti). La letteratura sull’argomento dimostra che le camicie di forza farmacologiche e fisiche coincidono sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determinando una rapida perdita di abilità e alienazione.

Ma c’è una speranza. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint” che conta quindici centri, da Trieste ad Aversa, da Novara ad Enna. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto.