Misbrauchs

Wenn du, eine liebe Person oder irgendjemanden, den du kennst eine Misshandlung von Seiten der Psychiatrie erlitten hast, dann nehme Kontakt zum Bürgerkomitee für Menschenrechte auf. Wir aktivieren ihn.
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte della psichiatria, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti umani. Ci attiveremo

mercoledì 28 settembre 2011

Aumentano le possibilità di emendare il controverso DDL sulla dislessia


Trento. Stamattina a palazzo Thun il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha presentato le sue perplessità in merito al recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Secondo il nostro comitato, questo DDL, così com’è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Sebbene sia vero che la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento non prevedano cure farmacologiche, la somministrazione di questi test innesca un meccanismo di medicalizzazione che alla fine può portare alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini.


Un meccanismo che è palese nel vicino Alto Adige dove le pratiche proposte dal disegno di legge sulla dislessia sono in vigore da anni e hanno aumentato enormemente il numero di bambini che assumono psicofarmaci. Oltre a denunciare il problema, il comitato ha presentato anche alcune proposte di emendamento per evitare i pericoli prospettati.

Nel corso della conferenza stampa un papà ha raccontato la sua storia innescata proprio dai test nella scuola che hanno avviato un meccanismo kafkiano in cui ha persino rischiato di perdere i figli per essersi rifiutato di aderire acriticamente ai percorsi “consigliati” dalla scuola. Sono state presentate anche altre storie simili.


Il consigliere comunale Gabriella Maffioletti, che da anni si occupa del problema dei minori sottratti ingiustamente alle famiglie sulla base di perizie psichiatriche soggettive, ha spiegato i motivi della sua interrogazione alla giunta comunale in merito alle connessioni tra scuola, servizi sociali e sanità. Lo scopo è quello di individuare possibili anomalie e conoscere la situazione attuale in modo da poter verificare nel prossimo futuro che il nuovo disegno di legge non generi gli stessi scenari verificatisi in Provincia di Bolzano.


Anche altre forze politiche si stanno attivando. Il Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Odorizzi, ci ha incontrati recentemente e ci ha rassicurati che si adopererà per presentare le nostre perplessità e proposte ai consiglieri provinciali. Il consigliere provinciale Bruno Firmani (IdV) presenterà degli emendamenti alla legge e il consigliere Mario Casna (Lega Nord), che aveva già espresso parere sfavorevole in commissione, sta esaminando il DDL per presentare delle modifiche in sede di consiglio.


Ci auguriamo che il consiglio provinciale dimostri la sensibilità che ha avuto nel maggio del 2008 quando ha approvato la legge n. 4/2008 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” sostenuta da oltre 4000 firme. Questo DDL sulla dislessia non andrebbe solo contro la volontà popolare ma anche contro il consiglio provinciale stesso, annullando di fatto l’articolo più importante di quella legge che vietava i test psicologici nelle scuole.

lunedì 12 settembre 2011

Emendare il DDL sulla dislessia per proteggere i minori e le famiglie

Il DDL sulla dislessia va contro la volontà popolare manifestata con oltre 4000 firme e recepita nel 2008 da una legge provinciale

Trento. Oggi, martedì 13 settembre, si riunirà la quarta commissione nella sala Lenzi di Palazzo Trentini per discutere del recente disegno di legge in discussione sulla dislessia. Questo DDL, così come è attualmente formulato, è destinato a incrementare esponenzialmente gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Non è necessario andare molto lontano per vederne gli effetti deleteri. Dobbiamo solamente guardare a quello che succede in Alto Adige. Nella nostra vicina provincia, di fatto, questo disegno di legge sulla dislessia è in vigore da parecchi anni. Si fanno regolarmente i test sui DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), molti bambini vengono seguiti dal logopedista, i bambini etichettati con un DSA vengono segnalati sui registri scolastici al fine di introdurre criteri di valutazione differenti, ecc. Un esempio di effettiva applicazione dei principi sostenuti dal disegno di legge in discussione in Trentino sulla dislessia. Quali sono i risultati?
Prendiamo ad esempio il comune di Merano con una popolazione di 38.229 abitanti. Secondo le informazioni fornite dalla Dr.ssa Donatella Arcangeli del centro di neuropsichiatria infantile di Merano, in questo comune i bambini seguiti dal centro sono ben 160 e 40 di questi sono soggetti a trattamento con psicofarmaci. Il Trentino ha una popolazione di 529.457 abitanti. Possiamo quindi stimare che, senza gli opportuni correttivi, dopo circa dieci anni di applicazione del presente disegno di legge ci saranno circa 2.230 bambini seguiti dai centri di neuropsichiatria infantile con circa 550 bambini trattati con psicofarmaci.
In questo disegno di legge è insita purtroppo anche un’altra insidia che lo renderebbe fortemente illiberale. Prendiamo sempre ad esempio la Provincia di Bolzano dove i principi ispiratori di questa legge sono ben consolidati. In una risposta a un’interrogazione provinciale (Anfrage187-9), l’assessore alle politiche sociali di Bolzano Richard Theiner ha scritto: «...Nel caso in cui i genitori non facciano niente e si vede che il bambino preso in considerazione si trova ancora in una situazione di rischio, per quanto riguarda la sua crescita e le sue capacità nella vita sociale della classe e/o nelle sue capacità di apprendimento, la scuola deve farne rapporto ai servizi sociali, in modo che questi, in qualità di rappresentanti dell’obbligo di assistenza statale, visitino la famiglia e intraprendano le misure necessarie per assicurare il benessere del bambino...». In altre parole secondo Theiner la scuola avrebbe il diritto di decidere se il genitore si sta comportando bene in merito al percorso educativo di suo figlio e dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali al fine di intervenire coercitivamente. Non è certo necessario dilungarsi ulteriormente sulle problematiche emerse recentemente sull’operato dei servizi sociali in merito all’allontanamento dei minori dalle famiglie.
Il pericolo di medicalizzazione della scuola è concreto e reale e coinvolge già la nostra stessa provincia come si evince da questi avvenimenti:
– In una scuola di Rovereto i bambini sono stati sottoposti ai test AC-MT 6-11 e PRCR-2 (discalculia e dislessia) e in seguito sono stati indirizzati al reparto di neuropsichiatria infantile.
– Una signora di Civezzano si è rivolta alla nostra associazione perché la maestra aveva “richiesto” (imposto) una visita in neuropsichiatria infantile per il suo bambino.
– In una scuola di Rovereto i bambini sono stati addirittura sottoposti a un test “sull’idea della bugia” fatto da una laureanda in psicologia con il beneplacito della scuola.
Questo disegno di legge sulla dislessia che "assicura l'individuazione precoce dei fattori di rischio e favorisce la diagnosi tempestiva” e che in pratica introduce i test psicologici nelle scuole trentine, rischia di avvallare la medicalizzazione della scuola.
Ricordiamo che il 6 maggio 2008 la provincia Autonoma di Trento ha approvato la legge n. 4 “Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti” in risposta alle richieste dei cittadini che hanno firmato oltre 4000 petizioni contro la medicalizzazione della scuola e che sono state consegnate al presidente del consiglio provinciale nell'aprile del 2008. La legge, che vietava i test psicologici nelle scuole trentine di ogni ordine e grado, era stata approvata all’unanimità dal consiglio provinciale come legge “preventiva” volta a impedire gli abusi di psicofarmaci sui bambini. Questo disegno di legge sulla dislessia, senza delle appropriate rettifiche, rischia di tradire la volontà popolare e la volontà del consiglio provinciale stesso.
Riteniamo sia corretto aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento e concordiamo con lo spirito della legge volto ad assistere i nostri figli. Ma è assolutamente necessario apportare degli opportuni correttivi per impedire gli scenari descritti sopra. Il consenso informato scritto alla somministrazione dei test, la possibilità di contestare o accertare la presunta diagnosi e il richiamo alle norme sulla privacy potrebbero impedire che i genitori vengano espropriati del loro diritto/dovere di attendere all’educazione dei propri figli e consentirebbe di impedire le derive insite in questo DDL.
Non comprendiamo il motivo per cui il nostro Comitato non sia stato informato di questo disegno di legge e non sia stato chiamato dalla Quarta Commissione presieduta dal consigliere Mattia Civico, dato che abbiamo raccolto oltre 4000 firme sul tema dei test nelle scuole. Speriamo che il consiglio provinciale abbia la sensibilità di accogliere le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini come ha saputo fare nel maggio del 2008.

mercoledì 7 settembre 2011

SALVIAMO LA FAMIGLIA

Uniamo mamme e papà, nonne e nonni, associazioni, movimenti e cittadini per sostenere e proteggere la famiglia

Manifestazione nazionale a Roma, piazza Montecitorio
Mercoledì 5 ottobre, ore 13

Nella storia dell’umanità la famiglia e la genitorialità hanno sempre avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Negli ultimi decenni si è assistito a uno svilimento dell’autonomia e del ruolo fondamentale della famiglia e della genitorialità. Si assiste al dramma di centinaia di migliaia di bambini, mamme, papà, nonne e nonni, separati di fatto dai loro affetti più cari con gravissime conseguenze, anche estreme.
Le principali cause di tale degrado sono:
* Incompetenza dei servizi sociali, sia al punto di vista della formazione che della funzione.
* Perizie psichiatriche di natura soggettiva che vanno a discapito della verità oggettiva.
* Un tribunale dei minorenni istituito nel periodo fascista che non rispetta di fatto i principi costituzionali del giusto processo e del contraddittorio.
Secondo alcune stime in Italia ci sono:
• 950.000 genitori separati che possono vedere i figli poche ore a settimana
• 150.000 mamme o papà che hanno perso ogni contatto con i figli che sono, di fatto, orfani di un genitore vivo
• circa 25.000 minori tolti ai genitori e collocati in casa famiglia, spesso per “inidoneità genitoriale” sulla base di perizie psichiatriche soggettive, orfani di genitori in vita
• 100 omicidi/suicidi ogni anno causati dalla conflittualità esasperata
Il sistema attuale è incapace di ascoltare e gestire la naturale conflittualità e problematiche della famiglia moderna. Ma in un paese normale, chi si occupa di famiglie, ha il dovere di ascoltare le istanze della società civile che è fondata sui legami familiari.
Prima ancora dei diritti civili vengono i diritti umani e naturali di godere dell’affetto e della possibilità di comunicare, abbracciare e baciare i propri cari. Questo diritto naturale e fondamentale di ogni bambino viene negato.
Con questa manifestazione nazionale desideriamo manifestare il nostro disagio di mamme, papà, parenti e comuni cittadini. Desideriamo unire tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti e i semplici cittadini per sostenere e proteggere la famiglia, aldilà delle contrapposizioni ideologiche e di genere. Vogliamo che la nostra voce venga ascoltata e richiamare la politica e la società verso lo scopo comune di salvare la famiglia.

Stiamo organizzando degli autobus da Bolzano, Trento e Verona per partecipare alla manifestazione. La quota sarà di 50 euro (molto meno che in treno o in automobile). Se desiderate partecipare rispondete a questo messaggio e-mail o contattateci al numero 338 7185032. Per altre informazioni www.salviamolafamiglia.it

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